In Cina esistono piu' di 6000 varieta' selvatiche di soia ovvero il
90% del totale mondiale, per questo puo' essere considerata il centro
di origine della biodiversita' di questo legume largamente usato in tutto
il mondo. A livello internazionale la soia genera guadagni di parecchi
miliardi di dollari, e' una delle principali fonti di proteine ed e' utilizzata
in molti prodotti industriali. La privatizazione (tramite brevetto) di
questa pianta garantirebbe al proprietario enormi profitti, e un incontrollabile
potere politico. La Monsanto sta tentando di ottenere i diritti sulle
risorse genetiche della soia con la richiesta di un brevetto (WO/0018963)
su un gene marcatore identificato in specie sia selvatiche che addomesticate
ad alto rendimento (trovate in Cina). Con questo gene la Monsanto privatizzera'
tutte le varieta' ad alto rendimento. Se il brevetto venisse concesso,
questo sarebbe un caso di biopirateria: bloccherebbe la coltivazione e
la ricerca sulle varieta' che presentano questo gene; gli agricoltori
che coltivano soia con questo gene non potrebbero scambiare i semi con
altri agricoltori, e se la coltivassero inconsapevolmente rischierebbero
di essere portati in tribunale dalla Monsato, e accusati di infrangere
le leggi sui brevetti. Le varieta' ad alto rendimento sono state sviluppate
grazie al lavoro di incrocio di intere generazioni di agricoltori: dato
che il brevetto coprirebbe varieta' sia selvatiche che
addomesticate gli agricoltori potrebbero essere costretti a pagare la
royalties per ogni raccolto e impedirebbe loro di fare nuovi incroci anche
usando solo le varieta' selvatiche.
F. Quattrocchi
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