Mais transgenico: 44 ricoverati negli USA

In settembre era apparsa sui giornali la notizia che il gigante biotech francese AVENTIS aveva messo in commercio negli USA una varietà di mais transgenico contenente una proteina insetticitda (Cry9C) potenzialmente allergenica.

Il mais in questione denominato StarLink, secondo le autorizzationi governative USA, poteva essere utilizzato solo per alimentazione animale. Per una "lieve svista" delle autorità USA, qualcosa come 250.000 tonnellate di questo mangime per animali è andato a finire sulle tavole degli americani.

La Kraft ("Solo cose buone dal mondo") si era ritrovata a ritirare dalla circolazione 3 milioni di confezioni di prodotti sfiziosi che facevano bella mostra sugli scaffali dei supermercati (non lo dite al sig. Unabomber! ).

Fino a qui niente di male, visto che non è risultata una morìa di massa dei consumatori di pop-corn statunitensi, anche se resta il dubbio che i francesi l’abbiano fatto apposta per cercare di riprendersi il continente americano 2 secoli dopo esservene stati sfrattati dai coloni anglosassoni.

A questo punto, in questa commedia degli orrori, tutto sembrava finito dato che è arrivata la cavalleria degli scienziati Rambo giusto in tempo per fermare l’attentato alimentare.

Ma la storia continua. Come la vita, anche se GM, che non ne vuole sapere nulla di starsene chiusa dentro una ampollina di vetro.

E’ notizia di ieri che la proteina insetticida Cry9C, originariamente contenuta nello StarLink, è passata, per effetto della impollinazione, nelle sementi di una ditta, la Garst Seed Company, che non ha mai fatto uso di tecniche transgeniche.

Probabilmente la Garst Seed Company dovrà adesso darsi da fare con i suoi avvocati per intentare una causa $miliardaria$ nei confronti della Aventis, salvo aver prima fatto ritirare altre 250.000 tonnellate di sementi dal mercato senza contare le pappine per bambini dagli scaffali dei supermercati USA.

Ma questa proteina insetticida Cry9C, fa veramente male oppure è tutta una invenzione dei terroristi anti-progresso verdi?

Se questo mais GM, contenente questa proteina insetticida, facesse veramente male, gli USA avrebbero gli ospedali già pieni zeppi di consumatori assistiti dai propri avvocati.

Ma così non è, o per lo meno, così non era fino a pochi giorni fa.

E’ notizia del 29 novembre,, proveniente dalla agenzia Reuters, il ricovero di 44 americani che hanno consumato prodotti contenenti "per errore" mais destinato alla alimentazione dei maiali e delle vacche.

I sintomi evidenziati sono stati shock anafilattico, prurito, vomito e diarrea.

Adesso, vengono alla mente alcune domande:

Come è possibile che un alimento che possiede caratteristiche di rischio per la salute umana possa essere prodotto per l’alimentazione di animali che poi finiscono nei nostri piatti.

Che futuro avranno le coltivazioni organiche e tradizionali dato che i pollini GM, quando si disperdono nell’ambiente, non sanno leggere le Gazzette Ufficiali che vietano o limitano l’impiego di sementi GM.

Dove sono gli scienziati/struzzo che, come il Nostro Prof. Boncinelli sul Corriere della Sera del 7 maggio 2000, aveva l’arroganza e l’imperizia di affermare che la possibilità il gene aggiunto possa diffondersi in altre piante "… non è mai successo e la probabilità che questo succeda è quasi nulla. E poi dove va? (….) Oggi i cibi transgenici non comportano alcun rischio.(…) che poi un frutto che abbia un gene in più o in meno abbia perso sapore o profumo è una cosa della quale è anche passato il tempo di ridere."

Aspettiamo che gli entusiasti giornalisti dell'imparziale Corriere della Sera (finanziato dalla biotech Novartis) ce lo spieghino con i loro dotti articoli di terza pagina.


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