RESOCONTO DEGLI INTERVENTI ALLA TAVOLA ROTONDA SU OGM


Nel convegno "Gli ogm dal campo alla tavola" promosso dal Gruppo Consiliare Regionale dei Verdi è emersa una forte intesa contro gli ogm tra esponenti del mondo imprenditoriale e sindacale, dell'agricoltura e dei consumatori, tutti chiamati a discutere assieme a medici e biologi della nostra agricoltura e dell'alimentazione del futuro.
Numerose le argomentazioni scientifiche esposte dal Prof. Gianni Tamino dell'Università di Padova consulente scientifico del Ministero Politiche Agricole, che hanno convinto la platea della necessità di sospendere l'immissione nell'ambiente di piante geneticamente modificate. In campo alimentare le risorse genetiche disponibili sono ampiamente sotto utilizzate : su grano, riso, mais e soia si concentra la produzione della quasi totalità delle calorie utilizzate nell’alimentazione mondiale, a fronte delle migliaia di piante commestibili che pure sono disponibili. In questa logica di concentrazione il controllo di queste piante attraverso alcuni brevetti, consente di gestire in modo monopolistico le risorse alimentari a livello planetario.
Preoccupazioni anche da parte del pediatra Massimo Beghella Bartoli in relazione al consumo quotidiano e ripetuto di ogm anche a piccole dosi, come lascia prevedere il nuovo regolamento comunitario che inserisce una soglia di contaminazione dello 0,9% al di sotto della quale non scatta l'obbligo di segnalare al consumatore la presenza di ogm in etichetta.Inoltre il dr. Beghella Bartoli ha messo in guardia sull’uso indiscriminato e distorto che l’industria farmaceutica sta facendo degli ogm in campo medico. A fronte di alcuni oggettivi successi come la produzione dell’insulina, ci sono altre applicazioni della manipolazione genetica troppo disinvolte ed esistono seri e fondati dubbi sugli effetti collaterali di alcuni nuovi farmaci sui quali l’investigazione preventiva alla commercializzazione non è sufficiente a garantire il cittadino.
Grossi investimenti per raggiungere elevati standard qualitativi e guadagnare la fiducia del consumatore sono stati fatti dalle imprese marchigiane, gli ogm non fanno parte delle strategie aziendali delle imprese, ma posso essere un elemento di disturbo, specie se si creasse un mercato per i prodotti geneticamente modificati ed il transgenico finisse per diffondersi nel territorio contaminando l'intera agricoltura, come affermato da Carlo Latini e Michele Bernetti titolari rispettivamente del Pastificio Latini e dell’azienda vitivinicola Umani Ronchi. Le due imprese costituiscono esempi a livello internazionale del successo delle nostre produzioni di qualità e della possibilità di affermare sul mercato nazionale ed internazionali prodotti che partono da una materia prima tipica di un territorio. La pasta Latini è la prima ad essere millesimata (indicazione dell’anno di produzione come avviene per i migliori vini) e nella selezione delle farine di grano un prodotto di punta è stato ottenuto dalla antica varietà di grano “senatore Cappelli”. L’azienda Umani Ronchi è stata tra le prime aziende vitivinicole a puntare su vitigni DOC delle Marche per presentarsi sui mercati internazionali, in contro tendenza rispetto a coloro che si presentavano sui mercati esteri con vini provenienti da vitigni già conosciuti perché coltivabili in molte aree territoriali, o con i grandi vini italiani del Piemonte o della Toscana. A partire dalle DOC Marchigiane ed Abruzzesi, l’azienda ha ottenuto riconoscimenti internazionali tra cui il Wine Challenger per i vini rossi. Michele Bernetti ha riferito dell’uso di lieviti geneticamente modificati utilizzabili nei processi di vinificazione e delle problematiche connesse alla individuazione della presenza nel processo produttivo ed alla difficoltà di impedirne la diffusione incontrollata.
Gianna Ferretti biologa nutrizionista dell’Università Politecnica delle Marche ha posto l’attenzione sulla possibilità che la “terza generazione” di ogm sia costituita di alimenti arricchiti con elementi nutritivi particolari (ad esempio le vitamine, ma anche altre sostanze) in grado di intervenire sulle patologie delle società moderne nelle quali si evidenziano sempre più squilibri alimentari e dove può crescere la propensione ad accettare questo tipo di proposta alimentare. Proporre sul mercato alimenti dietetici può attrarre consumatori preoccupati della propria forma fisica.
Nicola Brina della Direzione Qualità di Coop Italia ha spiegato per quale motivo e come la sua azienda ha scelto di garantire per tutti i prodotti a marchio proprio (che sono il 20% dei prodotti alimentari commercializzati dalla Coop) l’assenza di ogm. La coop inoltre ha finanziato una ricerca triennale sulle modalità di diffusione delle manipolazioni genetiche attraverso il polline nelle coltivazioni di mais: Si tratta di una ricerca importante perché la quasi totalità delle ricerche scientifiche in materia di piante transgeniche sono commissionate dall’industria biotech e non sono finalizzate alla tutela degli interessi dei consumatori.
Un segnale forte è venuto dalla posizione del segretario regionale della CGIL Gianni Venturi che ha dichiarato: " In Regione è alta l'attenzione di produttori e consumatori verso la produzione di una filiera agro alimentare di qualità e ambientalmente sostenibile.La tipicità dei prodotti, la loro tracciabilità e la loro certificata qualità incrociano un'altra importante filiera del modello di sviluppo marchigiano che fa riferimento alla connessione tra queste politiche e quelle del turismo. Questo modello di sviluppo è oggettivamente incompatibile con ipotesi di coesistenza di coltivazioni geneticamente modificate che produrrebbero un indebolimento di quei caratteri del modello di sviluppo, incidendo profondamente nella struttura dei costi di produzione, facendo perdere valore al fattore terra e al fattore lavoro.Da ciò deriva l'esigenza di un consolidamento dell'alleanza tra produttori e consumatori e i soggetti di governo in grado di sostenere un modello di sviluppo "o.g.m. free".Tale ipotesi programmatica deve rappresentare anche una priorità per le forze del governo regionale impegnate nella definizione delle priorità politico programmatiche di fine legislatura.Individuando su questo terreno anche margini di ricomposizione della maggioranza uscita in qualche modo provata dalle vicende di questi mesi".
Il Capogruppo dei Verdi in Consiglio Regionale Marco Moruzzi che ha aperto la tavola rotonda con una dettagliata relazione sul conflitto tra ogm ed il modello economico ecosostenibile che l'agricoltura marchigiana persegue, (leggi la relazione integrale) ha espresso soddisfazione per l'elevato ed articolato confronto dal quale emerge una assoluta impossibilità di trovare soluzioni di coesistenza tra tutta l'agricoltura, e gli ogm se vogliamo tutelare ambiente, salute e qualità dello sviluppo".

Ancona, 14 novembre 2003



Prof. Gianni Tamino


da sinistra: Beghella Bartoli, Brina, Bernetti, Moruzzi, Socionovo, Venturi, Tamino, Ferretti, Latini




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