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" Il riso geneticamente manipolato è come l'ormai
famoso riso alla Vitamina A o "Riso D'oro" e viene fortemente promosso
come risposta alla fame ed alla malnutrizione. Ebbene queste campagne
promozionali oscurano il vero problema della povertà e del controllo sulle
risorse, per ottenere una rapida approvazione delle colture transgeniche
nei paesi in via di sviluppo. Il riso alla Vitamina A è una soluzione
tecnica ai problemi della povertà concordata e sviluppata, senza consultazione,
da scienziati ed esperti del Nord"
Comunicato congiunto alla stampa, di tre organizzazioni
agricole dell'Asia sud-orientale - 2 giugno 2000 (1)
Greenpeace - Ottobre, 2000
Le prime notizie sul "Riso D'oro" (Golden Rice) apparvero nell'agosto
del 1999, quando alcuni scienziati annunciarono la creazione di una varietà
di riso manipolata geneticamente per introdurre il Beta-Carotene (o Pro-Vitamina
A), un composto che il nostro organismo trasforma in vitamina A.
Gli scienziati si augurarono che questo riso geneticamente
manipolato (GM) potesse diventare un importante strumento per combattere
le carenze di vitamina A.
Il riso GM è stato presentato in alcune pubblicazioni e
dibattiti come una facile e rapida soluzione alle carenze da Vitamina
A (VAD), ma i fatti dimostrano che così non è. Nel breve periodo il riso
GM è il metodo più costoso, meno sviluppato, ed ecologicamente più rischioso
per affrontare la carenza di vitamina A mentre a lungo termine, l'approccio
monocolturale del riso GM può rappresentare una ulteriore minaccia per
la sicurezza alimentare.
L'industria biotech si serve di questo riso per conquistare
il favore dell'opinione pubblica sugli alimenti transgenici. Le aziende
del settore sostengono che le loro colture brevettate possono sfamare
il mondo, una tesi assolutamente infondata poiché basata sul falso presupposto
che il problema della fame sia dovuto ad un divario tra produzione alimentare
e popolazione umana.
Eppure secondo il Direttore Generale della FAO Jacques
Diouf " Nel mondo viene prodotto cibo sufficiente a nutrire tutti i suoi
abitanti e la produzione potrebbe essere anche aumentata" (2).
La recente indagine della FAO sulla sicurezza alimentare
"Agricoltura: verso il 2015/30" pur escludendo gli organismi geneticamente
manipolati, conclude che la produzione alimentare continuerà a crescere
nei prossimi trent'anni e supererà la crescita demografica (3). Il rapporto
conferma che le vere cause della fame e della malnutrizione derivano dalla
povertà e dall'accesso alle risorse alimentari, due aspetti che i cibi
transgenici non affrontano. Si ricorda che il 78% dei bambini malnutriti
delle zone in via di sviluppo vive in Paesi che godono di un surplus alimentare.
"Cercare una soluzione tecnica alla fame nel mondo
potrebbe rivelarsi non solo la più grande controversia del 1999, ma anche
il peggiore inseguimento di chimere del secolo. Quel poco di ricerca fatta
sulle cause della fame rivela che la soluzione "più cibo" possa non essere
affatto una soluzione"
Dr. Richard Horton, direttore della rivista inglese
The Lancet (4)
Secondo i suoi promotori, il riso GM potrebbe essere pronto per
la semina già dal 2004. Se così fosse non ci sarebbe tempo sufficiente
a valutarne localmente gli impatti socio-economici, sanitari ed ambientali.
Poiché oggi esistono diverse misure per fronteggiare il
problema della carenza da vitamina A, il VAD potrebbe potenzialmente essere
eradicato tramite soluzioni già disponibili ancor prima di condurre una
approfondita valutazione sul riso GM.
Per risolvere i reali problemi della malnutrizione occorre
mettere a punto valide strategie a breve e lungo termine; questo consentirebbe
di evitare i problemi di carattere tecnico, nutritivo ed ambientale, ma
anche quelli derivanti dai brevetti industriali, da involontari effetti
sanitari e dall'approvazione dei consumatori.
1. I PROBLEMI DEL RISO GENETICAMENTE MANIPOLATO
" L'OMS non ha ricevuto una documentazione specifica relativa
alla modifica genetica del riso alla Vitamina A, né alcuna informazione
sui test di sicurezza per questo prodotto. Bisogna notare che i seguenti
aspetti devono essere considerati in una valutazione più ampia: gli effetti
collaterali sulla salute, se ci saranno, non sono conosciuti: bisogna
condurre test sanitari; la disponibilità biologica di carotenoidi contenuti
nel riso GM non è conosciuta (in particolare la loro digeribilità); l'approvazione
dei consumatori va studiata poiché il riso GM ha un colore giallo".
Jorgen Sclundt, Organizzazione Mondiale per la Sanità
(OMS), Food Safety Programme (5)
1.1 PROBLEMI SANITARI E NUTRITIVI
" Nei problemi di salute pubblica legati alla nutrizione,
un approccio basato sul singolo nutriente non è normalmente - né fattibile
né desiderabile con l'eccezione, forse, dello iodio o del selenio.". John
R. Lupien, Direttore della Food and Nutrition Division, FAO (6)
Il riso GM dovrebbe sostituire le varietà esistenti e,
se la sua introduzione avesse successo, sarebbe consumato in gran quantità
diventando l'unico alimento base disponibile per la maggior parte della
popolazione. Eppure ad oggi non sono stati condotti test rigorosi su scala
regionale per dimostrarne la sicurezza sanitaria, al fine di escludere
l'introduzione di nuove proprietà allergeniche (7) o involontarie modifiche
metaboliche (8).
L'assunzione e l'assimilazione della Pro-Vitamina
A dipendono da tanti fattori tra cui un'adeguata assunzione di proteine,
vitamina E, zinco e grassi. La Pro -Vitamina A deve inoltre
essere trasformata dall'organismo in vitamina A, processo che si verifica
solo in presenza di lipidi. Tuttavia la dieta dei poveri spesso è carente
di grassi e di altri nutrienti chiave tanto che la Pro-Vitamina A disponibile
dal riso GM potrebbe essere eliminata senza essere metabolizzata.
Secondo il parere di diversi gruppi, in Asia il riso GM
non rappresenta la soluzione del problema della malnutrizione. L'esperienza
acquisita dagli agricoltori nella diversificazione delle colture mostra
che esistono più sistemi per combattere la mancanza di Vitamina A senza
isolare il problema dal suo contesto socio-politico. Ad esempio, la reintroduzione
di prodotti locali ricchi in micronutrienti, compresa la Pro-Vitamina
A, ha avuto successo in Bangladesh ed in Tailandia (9).
Va notato che il modello agricolo industriale è ritenuto
largamente responsabile per la malnutrizione e per la mancanza di diete
diversificate .
Secondo la Fondazione non-profit Azione Internazionale
sulle Risorse Genetiche (GRAIN):
" Il paradigma della Rivoluzione Verde per un'agricoltura
industriale soggetta allíorientamento del mercato di cui l'ingegneria
genetica è un'estensione, ha ridotto la biodiversità e di conseguenza
la varietà dietetica aumentando così la malnutrizione da micro nutrienti
nelle fasce più povere".
"La tragedia è che le varietà locali distrutte da questo
modello agricolo sono - proprio in quei paesi che soffrono di malnutrizione
- una ottima fonte non solo di vitamina A ma anche di altri nutrienti.
La varietà dietetica potrebbe fornire una sostenibile ed equa soluzione
alla malnutrizione". (10)
1.2 I BREVETTI SUL RISO ALLA VITAMINA A
" Come altri ricercatori universitari, Potrykus [líinventore
del riso alla Vit.A] ha avuto la possibilità di utilizzare nella sua ricerca
tecnologie brevettate, senza temere di essere querelato; questa è una
pratica comune. Però l'introduzione del riso nel commercio internazionale
è una faccenda più seria, che più facilmente potrebbe sollevare le obiezioni
dei detentori del brevetto"
Il Washington Post, 4 agosto 2000. (11)
Nel maggio del 2000, gli inventori del riso GM annunciarono
un accordo con il quale AstraZeneca,un gruppo farmaceutico e biotech internazionale
con un fatturato nel 1999, di 18.5 miliardi di dollari (12),rilascerà
sotto licenza e distribuirà questa pianta transgenica. (13).
Nonostante sia stato presentato come "un accordo
[che] dovrebbe garantire che il "Riso Dorato" raggiunga quelli che ne
hanno bisogno il prima possibile" (14), la logica è chiaramente commerciale.
La multinazionale ha dichiarato di voler vendere commercialmente
il riso GM consentendone allo stesso tempo la distribuzione e l'uso gratuito
unicamente a quei coltivatori nei paesi in via di sviluppo che possiedono
un reddito annuale inferiore ad una certa soglia. Non è ancora chiaro
se questo annuncio sia vincolante o se l'AstraZeneca possa comunque modificare
l'accordo raggiunto.(15)
Il Movimento dei Contadini delle Filippine (KMP) in una
dichiarazione alla stampa rilasciata lo scorso giugno ha ribattuto: "
Perché qualcuno dovrebbe mai credere che questo sia per i poveri quando
Zeneca ha messo ben in chiaro che il loro interesse è quello di ricavare
profitti nel Nord dalla loro tecnologia?" (16)
Va ricordato, per inciso, che la ricerca sul riso alla
Vitamina A è stata finanziata anche con fondi pubblici.
Un problema formale del riso GM si collega ai limiti imposti
dalle regole della brevettabilità che non autorizzano la conservazione
delle sementi transgeniche, come si usa con le sementi convenzionali.
Ai contadini viene richiesto ogni anno l'acquisto di nuove
sementi transgeniche ma, nei paesi in via di sviluppo, molte aziende agricole
familiari si sostengono grazie alle sementi conservate per la semina
dell'anno successivo.(17)
La questione in questo caso è ancora più complessa poiché
gli inventori del riso GM hanno utilizzato una serie di brevetti di compagnie
private che secondo il Washington Post sono: "almeno 32 aziende ed istituti
che detengono 70 brevetti che coprono le tecnologie impiegate per la creazione
del riso d'oro". (18)
Per evitare la richiesta di licenze sui brevetti si dovranno
definire degli accordi vincolanti per tutti i proprietari. Il costo
del riso GM potrebbe, in quest'ultimo caso, risultare molto più alto del
previsto.
1.3 PROBLEMI TECNICI
"Bisogna riconoscere che la nostra conoscenza dei processi
che regolano l'introduzione e l'espressione di geni è agli albori e che
la nostra capacità di manipolare il genoma vegetale è grossolana."
Patrick Brown, Professore dell'Istituto Superiore di
Agricoltura e Scienze Ambientali, Università della California (19)
Oggi esiste solo qualche chicco di riso GM nei laboratori
e non è stato effettuato alcun test in pieno campo per verificarne il
rendimento e la stabilità dell'impianto genetico quando combinato con
altre varietà di riso. E' risaputo che le piante transgeniche, anche quando
danno buoni risultati in laboratorio, possono fallire quando rilasciate
in ambiente, soprattutto se, come nel caso del riso GM, contengono non
uno ma tre costrutti genici addizionati.
La soia della Monsanto, Roundup Ready, per esempio in condizioni
di crescita con medio-alte temperature al suolo, ha prodotto baccelli
spaccati ed un calo dei raccolti fino al 40%. (20)
Un altro imprevisto si è verificato con le piante di tabacco
transgenico resistente agli erbicidi. Nonostante sembrassero ben tolleranti
all'erbicida in serra, una volta trasferito in pieno campo molte piante
morirono. (21)
1.4 LíIMPATTO AMBIENTALE DEL RISO GM
"La promozione di potenti erbicidi nella coltura del riso
condotta dall'Istituto Internazionale di Ricerca sul Riso (IRRI), ha annientato
le colture locali, fonte di Vitamina A per la povera gente, ma anche le
rane pescatrici, i crostacei e i grilli che rappresentano una fonte di
proteine per 50 milioni di poveri, ed ora la gente [delle Filippine] deve
spendere percentuali sempre maggiori dei loro ridotti redditi per acquistare
costosi alimenti"
Rafael Mariano, presidente del Sindacato degli Agricoltori
Filippini (Kilusang Magbubukid ng Pilipinas) (22)
La coltivazione su larga scala di riso GM potrebbe provocare
un passaggio massiccio di geni nelle specie selvatiche ed altre
varietà locali uniche contribuendo alla già allarmante uniformità genetica
del riso in Asia, e all'impatto negativo che questo fenomeno ha sulla
sicurezza alimentare.
Secondo l'Istituto Internazionale di Ricerca sul Riso (IRRI)
: " Considerata l'introduzione e la persistenza ambientale di ibridi derivanti
da riso coltivato e selvatico o spontaneo, l'estesa superficie di terra
che potrebbe essere coltivata con riso transgenico e l'abbondanza di quello
selvatico e spontaneo nelle aree dedicate, è molto probabile che i transgeni
si trasferiscano ai relativi selvatici e spontanei. (23)
Ancora non si sa se il riso GM attirerà più insetti nocivi
a causa delle sue caratteristiche nutritive, ma bisogna considerare che
il rilascio dei suoi transgeni in ambiente avrebbe consequenze ignote.(24)
In Asia, dove il riso è il maggior alimento di prima necessità,
" una nube nera di uniformità genetica già sta avvolgendo i campi asiatici,
con colture limitate a poche varietà", ha dichiarato recentemente il gruppo
Filippino MASIPAG (Farmer-Scientist Partnership for Development). (25)
"Questa è una situazione estremamente pericolosa sia per
gli agricoltori che per la sicurezza alimentare perché aumenta la dipendenza
dai composti chimici tossici e dall'ingegneria genetica per la difesa
dei raccolti contro le debolezze intrinseche dell'uniformità biologica".
(26)
Secondo Devinder Sharma, presidente del Forum sulla Biotecnologia
e Sicurezza Alimentare di Nuova Delhi, "il riso dorato in questione rappresenta
un rischio ecologico e sanitario e non risponde ai bisogni nutritivi
dei piccoli produttori e delle masse del Sud afflitte da povertà".
"Se non potete aiutare i poveri del Sud, per favore non
aggravate la loro multitudine di problemi" ha scritto Sharma in una recente
lettera al direttore pubblicata dal Financial Times (27).
1.5 APPROVAZIONE DEL RISO DORATO
E' generalmente riconosciuto che l'introduzione di un riso
di colore giallo pone considerevoli problemi di accettazione da parte
dei consumatori e degli agricoltori. Potrebbe facilmente essere stigmatizzato
come un riso per i poveri mentre i ricchi continuano a mangiare quello
bianco.
Per garantirne l'accettazione, occorrerebbero grosse campagne
educative e di marketing localmente adattate per cambiare le abitudini
dei consumatori, soprattutto quelle degli agricoltori e delle popolazioni
urbane più povere e più affette da VAD.
Sarà richiesta inoltre la partecipazione delle agenzie
di sviluppo, dei governi e le ONG che attualmente lavorano sulla VAD e
che verranno così distolti dallo studio e dalla promozione di programmi
più efficaci.
Gli enormi finanziamenti necessari per sostenere tali campagne
a favore del riso GM potrebbero avere un più ampio e duraturo effetto
sulla malnutrizione se venissero spesi su programmi di diversificazione
dietetica.
2. La carenza da Vitamina A (VAD)
La VAD è una delle deficienze da micronutrienti che hanno
flagellato l'umanità nei secoli e che pone tuttora un enorme problema
per la sanità pubblica assieme alla carenza di ferro (anemia), zinco,
iodio (gotta), vitamina D, riboflavina, selenio e calcio.
La VAD è una malattia di chi non ha mezzi economici e soffre
di denutrizione ed è un aspetto della "fame nascosta" la quale, secondo
alcune stime, affligge fino a due miliardi di persone nel mondo.
Il numero di persone affette da "fame nascosta" (coloro
che sembrano avere una alimentazione adeguata ma che di fatto hanno delle
carenze di micronutrienti e di lipidi) è più del doppio di quello delle
persone denutrite (800 milioni). (29)
La maggior parte delle forme di "fame nascosta" sono state
debellate nei paesi industrializzati nel corso dell'ultimo secolo, mentre
rappresentano tuttora uno dei maggiori problemi sanitari nei paesi in
via di sviluppo. I deficit di minerali e vitamine affliggono circa 40%
della popolazione mondiale e hanno il loro effetto più devastante sui
bambini e le donne in gravidanza.
La VAD può causare la cecità totale (o xeroftalmia) nei
bambini e la ridotta capacità visiva notturna: almeno 350.000 bambini
in età prescolare diventano parzialmente o totalmente cechi ogni anno
a causa della VAD.
Quattordici milioni di bambini in età prescolare hanno
danni oculari a causa della VAD di cui circa il 60% muore pochi mesi dopo
la cecità.
Tra i bambini affetti da VAD al di sotto dei cinque anni,
circa 3 milioni rischiano di diventare ciechi. Ciononostante, la maggior
parte - tra i 140 e 250 milioni - presentano solo manifestazioni sub-cliniche,
e corrono un rischio maggiore di mortalità in quanto maggiormente suscettibili
a contrarre infezioni. (30)
Studi recenti hanno dimostrato che le donne in gravidanza
affette da VAD sono esposte ad un maggior rischio di mortalità durante
o subito dopo il parto e che delle piccole dosi di vitamina A, se fornite
ogni settimana durante la gravidanza, possono ridurla del 50%. (31)
La VAD indebolisce inoltre il sistema immunitario e di
conseguenza incrementa considerevolmente la mortalità infantile ó ma anche
adulta, a causa delle malattie infettive. (32)
Inoltre la VAD contribuisce alla mortalità infantile da
morbillo che colpisce ogni anno 1.1 milioni di bambini (33) ed è stata
associata ad una maggiore suscettibilità alla malaria (34) ed alla trasmissione
dell'HIV/AIDS da madre a figlio. (35)
2.1 LA LOTTA CONTRO LA CARENZA DI VITAMINA A
La vitamina A venne identificata solo nel 1913 ma la VAD
veniva combattuta già da molto tempo prima ed era stata praticamente debellata
in Europa durante i primi decenni del XXesimo secolo.
Soltanto nella metà degli anni Ottanta il ruolo cruciale
della vitamina A per il sistema immunitario e l'associazione della VAD
con la mortalità infantile vennero identificati e riconosciuti. Negli
anni '90 la comunità internazionale si impegnò ad debellare la VAD entro
il 2000.( 36,37)
L'eliminazione della VAD e delle patologie associate, inclusa
la cecità entro il 2000, divenne un obiettivo dal Summit Mondiale per
l'Infanzia del 1990 e riproposta dalla Conferenza Internazionale sulla
Nutrizione nel 1992.
Nel corso degli ultimi anni sono stati avviati massicci
programmi per l'integrazione di vitamina A. Secondo l'Organizzazione Mondiale
per la Sanità (OMS), nel 1997 la diffusione di vitamina A tra la popolazione
infantile è stata superiore al 50% in circa 30 paesi afflitti da VAD.
Nel 1998, il 40% dei 96 paesi dove la VAD rappresenta un
problema di sanità pubblica ha incluso l'integrazione della vitamina A
nelle giornate nazionali di vaccinazione. Tuttavia, sono ancora limitate
le misure per migliorare l'assunzione alimentare attraverso l'incremento
della produzione di alimenti ricchi di vitamina A.
Le agenzie impegnate nella lotta contro le carenze da micronutrienti
quando spiegano perché la carenza di Vitamina A non sia stata ancora debellata,
spesso fanno riferimento alla mancanza di volontà politica e di fondi
per le soluzioni esistenti.
Secondo líOMS, per debellare la VAD "è quindi necessario
trovare la volontà politica e la capacità manageriale per attuare tecnologie
e soluzioni disponibili". (38)
Misure di transizione a breve termine, come l'integrazione
degli alimenti e la somministrazione di Vitamina A, sono disponibili a
costi minimi e vengono già attuate in 80 paesi del mondo. Esistono anche
soluzioni a lungo termine basate sull'accesso a diete variate e ricche
di vitamina A. (39) Alcuni progressi sono stati fatti in questa direzione.
L'OMS rifersice che il numero di infanti afflitti dalla cecità totale
si è ridotto di circa due terzi nel corso degli ultimi 20 anni. (40) LíUNICEF
stima che c'è stato un declino della prevalenza della VAD del 40
% tra il 1988 ed il 1998 . (41,42). Alcuni paesi, incluso l'Indonesia,
il Vietnam e le Filippine, hanno quasi eliminato la cecità totale nel
corso degli ultimi anni.
Alcuni paesi hanno solamente di recente dato inizio a programmi
per combattere la VAD e la situazione in molti paesi sub-Sahariani appare
allarmante. Va notato che le guerre, la migrazione forzata, e le catastrofi
naturali creano di frequente le crisi di malnutrizione di ogni tipo.
Circa il 30% dei paesi dove la VAD è un problema di sanità
pubblica non ha ancora stimato l'estensione del deficit e quindi non ha
ancora sviluppato strategie díazione. (43)
La Banca Mondiale stima che gli interventi di integrazione
e miglioramento per prevenire le tre deficienze di micronutrienti più
comuni (ferro, iodio e Vit. A) possono essere eseguiti con un costo totale
di 1 dollaro USA pro capite annuo. I costi per la consegna di ogni singola
capsula di Vit. A possono corrispondere a soli 2 centesimi di dollaro
se somministrata in concomitanza con altri vaccini.
La Banca Mondiale dichiara inoltre che i benefici economici
che si ottengono dall'applicazione dei programmi contro i deficit da micronutrienti
sono 84 volte i costi sostenuti per gli stessi e conclude dichiarando
che "Pochi altri programmi di sviluppo offrono tali benefici sociali ed
economici." (44) Questo sottolinea l'efficacia delle soluzioni già in
atto e la necessità di investire tempestivamente in tali programmi.
3. CONCLUSIONI
Il riso transgenico non è una soluzione alle vere cause
della VAD, che sono principalmente la povertà e la mancanza di possibilità
di avere una alimentazione varia. Questo riso è un surrogato tecnologico
non sperimentato che potrebbe creare dei nuovi problemi.
Il riso manipolato con l'aggiunta di Vit. A, se introdotto
su larga scala, potrebbe esacerbare la malnutrizione e alla lunga minare
la sicurezza alimentare in quanto incoraggia un'alimentazione basata su
un singolo alimento base piuttosto che l'uso di vegetali ricchi di molte
vitamine una volta economici e facilmente reperibili. La rientroduzione
di questi vegetali risolverebbero una larga gamma di deficit da micronutrienti,
non solo la VAD.
Attualmente esistono mezzi economici ed efficaci per combattere
la VAD e focalizzarsi sul riso GM potrebbe minare tali iniziative già
sperimentate.
Sono stati investiti miliardi di dollari nella ricerca
per il riso GM, e molti altri dovranno essere spesi per renderlo disponibile
a tutti. Sarebbe molto più conveniente, dal punto di vista economico,
destinare questi finanziamenti per promuovere strategie esistenti, come
ad esempio l'agricoltura sostenibile e in armonia con lo sviluppo locale
ed i programmi per la diversificazione dell'alimentazione.
Il riso GM, come gli altri organismi geneticamente modificati
una volta rilasciato nellíambiente, può determinare un impatto ambientale
non solo imprevedibile ed incontrollabile ma anche irreversibile.
Una dieta ricca di vitamina A e di altri micronutrienti è un lusso al
quale milioni di persone povere non possono accedere, non perché tali
alimenti non sono disponbili nei loro paesi, ma perché non hanno i mezzi
economici per acquistarli. Questo è un problema che non verrà risolto
dal riso geneticamente modificato.
ALLEGATO 1
IL RISO GENETICAMENTE MANIPOLATO
Nel 1991, gruppi di ricerca di Zurigo (una squadra guidata
dal Dr. Ingo Potrykus dellíIstituto Federale Svizzero di Tecnologia) di
Friburgo, Germania (Beier et al.) hanno sviluppato l'idea di introdurre
il Beta-carotene nell'endosperma del riso, per poter tentare di convertire
questa coltivazione primaria in una fonte di Vitamina A nelle zone afflitte
da VAD.(45) Nel gennaio 2000 il gruppo di scienziati ha pubblicato i suoi
risultati su "Science"(46)
I ricercatori hanno manipolato geneticamente una varietà
da laboratorio di riso giapponese (Taipei 309, adatto al clima temperato
dellíEuropa piuttosto che a quello delle aree tropicali) introducendo
una via metabolica per convertire in Beta-carotene una parte di un precursore
ormonale (geranyl geranyl difosfato) presente nel riso. (47)
I ricercatori hanno inoltre inserito tre geni estranei
nel riso: due dai narcisi (Narcissus pseudonarcissus) ed uno dal batterio
Erwinia uredovor.
Nel gennaio del 2000 i ricercatori hanno riferito di aver
raggiunto il loro obiettivo di creare i primi campioni di una linea di
riso arricchito con Beta-carotene. (48)
Il principale finanziatore del progetto per il riso GM
negli ultimi sei anni è stata la Fondazione Rockefeller, la quale ha finanziato
questa ricerca nell'ambito del suo programma sulle biotecnologie del riso
per un valore di cento milioni di dollari. Ulteriori finanziamenti sono
stati forniti dal programma sulle biotecnologie FAIR (49) dell'Unione
Europea, dall'ufficio federale Svizzero per l'Educazione e la Scienza
e l'Istituto Federale Svizzero di Tecnologia.
Secondo i suoi portavoci, il gruppo di ricercata intende
collaborare con i Centri Internazionali di Ricerca sull'Agricoltura (IARC)
- compreso l'Istituto Internazionale di Ricerca sul Riso (IRRI) Filippino,
l'ICRISAT Indiano, la CNRRI Cinese ed il CIAT Colombiano - dove verranno
eseguiti ulteriori coltivazioni incrociate e sperimentazioni in campo.
L'IRRI, insieme all'Istituto Filippino per la Ricerca sul
Riso (PhilRice), si prepara a trasferire il tratto genico modificato ad
altre varietà non appena la sua richiesta riceverà l'approvazione da parte
del Comitato Nazionale sulla Biosicurezza delle Filippine.
Il tratto geneticamente modificato dovrebbe essere trasferito
nelle varietà predominanti di riso indica, usato in Asia,. Gary
Toennissen della Fondazione Rockefeller ha dichiarato che il riso transgenico
verrebbe combinato con le varietà nuove ad alta resa sviluppate dalla
IRRI (50)
-- come la IR64 -- che vengono coltivate in maniera estesa
negli ambienti favorevoli e ben irrigati.
I programmi per il trasferimento di questo riso dal laboratorio
al campo, e successivamente alle popolazioni che soffrono di VAD, sono
ancora agli albori.
Gli inventori del riso díoro affermano che esso potrebbe
essere disponibile per la semina in loco ed il consumo non prima del 2004
e le esperienze agricole lasciano supporre che occorrerebbero almeno quattro
o cinque anni per produrre le varietà commerciabili.
ALLEGATO 2
STRATEGIE ESISTENTI PER COMBATTERE LA VAD
La lotta contro la VAD ha ricevuto dei cospicui finanziamenti
da agenzie internazionali, fondazioni, sostenitori, governi ed imprese
negli ultimi anni, ma la sua eradicazione è ancora lontana.
La "Dichiarazione Mondiale e Piano d'Azione sulla Nutrizione"(51)
del 1992, adottata all'unanimità da 159 paesi durante la Conferenza Internazionale
sulla Nutrizione organizzata da FAO e OMS, ha sottolineato inter alia
che per combattere la malnutrizione da micronutrienti si dovrebbe: " Assicurare
che alle strategie alimentari sostenibili venga data la priorità in modo
particolare per le popolazioni con deficit di vitamina A e ferro, promuovendo
la disponibilità in loco degli alimenti e rispettando le abitudini alimentari
locali". La dichiarazione ha anche aggiunto che " L'integrazione dovrebbe
essere progressivamente eliminata non appena le strategie per fornire
alimenti ricchi di micronutrienti consentiranno un adeguato consumo."
Esistono tre strategie per assicurare dei livelli sufficienti
di vitamina A nelle popolazioni a rischio: integrazione, supporto alimentare
e diversificazione della dieta. Tutte e tre giocano un ruolo importante
negli impegni attuali.
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Integrazione: Distribuire periodicamente la vitamina A
sintetica da assumere per via orale a madri e bambini può essere
un intervento di emergenza economicamente efficiente, specialmente
quando viene associato ad altri programmi di immunizzazione. si
può considerare una soluzione a lungo termine, specialmente per
la VAD a livelli sintomatici meno visibili.
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Supporto alimentare: L'aggiunta di vitamina A alle preparazioni
alimentari come il burro, la margarina e lo zucchero è ugualmente
efficace nelle popolazioni con regolare accesso ai cibi preparati.
Questa misura è stata adottata con successo nella maggior parte
dei paesi industrializzati negli ultimi 70 anni. Essa richiede la
collaborazione dei produttori di questi alimenti e delle strategie
appropriate per raggiungere le popolazioni più bisognose.
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Educazione alimentare e diversificazione: E' ampiamente
riconosciuta essere la migliore soluzione a lungo termine. Essa
richiede impegni diversi e localmente adatti, oltre alla collaborazione
di tutti gli interessati. Programmi che promuovono líaccesso e líutilizzo
di fonti di vitamina A facilmente reperibili o economiche, oltre
ad altri micronutrienti, si sono mostrati essere altamente efficaci.
Per poter eliminare la VAD ed altri deficit da micronutrizionali correlati,
l'unica soluzione sostenibile a lungo termine è l'accesso agli alimenti
ricchi di vitamina A. Per i neonati, il latte materno è usualmente l'unica
fonte di vitamina A; ne consegue che la promozione dell'allattamento
al seno e la garanzia di livelli di vitamina A sufficientemente alti
nell'alimentazione delle donne in allattamento costituiscono una parte
essenziale di qualsiasi strategia per la riduzione della VAD.
I prodotti di origine animale sono ricchi di vitamina A
che può essere assorbita direttamente dal corpo umano. Molte verdure,
vegetali ed altre piante verdi, come le carote e le foglie di molte essenze
vegetali locali, contengono quantitativi di Beta-carotene sufficienti
a coprire il fabbisogno giornaliero con piccole quantità.
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