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Il territorio della riserva
naturale presenta una tipica morfologia fluviale caratterizzata da fasce
di fondovalle, lungo le quali si snodano i letti sinuosi dei fiumi Fiastra
e Chienti. Interessante anche la flora e la fauna che comprende specie
tipiche della fascia collinare della regione Marche oltre ad altre interessanti
entità a distribuzione limitata o anche rare per l'Italia.
Il territorio
La Riserva Naturale Abbadia di Fiastra si estende per circa 1.800
ha nel territorio dei comuni di Tolentino e Urbisaglia nella fascia medio-collinare
della provincia di Macerata fra i 130 ed i 306 m.
L'ambiente naturale è caratterizzato da tre zone aventi valenze
naturalistiche crescenti:
- il paesaggio agrario che
rappresenta, in riferimento all'attuale qualità della vita urbana,
un patrimonio di primaria importanza;
- i corsi d'acqua (torrente
Entogge e fiume Fiastra) con la loro caratteristica fauna e vegetazione
ripariale, nonchè il lago "le Vene", piccolo bacino
lacustre, di origine artificiale, che è stato oggetto di un interessante
progetto di riqualificazione naturalistica;
- La Selva, che è un
bosco di oltre 100 ettari giunto quasi intatto fino ai giorni nostri,
grazie alla cura che ne ebbero prima i monaci cistercensi e successivamente
la famiglia Bandini ed infine la Regione Marche che lo ha dichiarato
"Area Floristica Protetta".
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La storia della Riserva
Il valore della Riserva è direttamente legato alla sua storia.
Qui sorse, nel 1142, l'abbazia cistercense di S.Maria di Chiaravalle di
Fiastra, uno degli insediamenti monastici più importanti dell'Italia
centrale, che fu, per tre secoli, centro di ferventi attività economiche,
sociali e culturali. Il saccheggio e le devastazioni subite dal monastero
nel 1422 ad opera delle truppe di Braccio da Montone, signore di Perugia,
segnarono l'inizio della decadenza del potere esercitato dai Cistercensi.
Infatti, in seguito a questi eventi, l'amministrazione dell'Abbazia e dei
suoi territori venne affidata "in commenda", dalla Santa Sede,
a dei cardinali "Commendatari", quindi nel 1581 passò,
per circa due secoli, alla Compagnia di Gesù, sino a che l'intera
proprietà non fu ceduta alla nobile famiglia Giustiniani Bandini.
Nel 1918 morì l'ultimo erede maschio della famiglia, Sigismondo,
il quale lasciò tutte le proprietà ad una Fondazione intestata
a suo nome.
La Riserva Naturale Abbadia di Fiastra istituita ufficialmente il 18 giugno
1984 con una convenzione stipulata fra la Regione Marche e la Fondazione
Giustiniani Bandini, è stata successivamente riconosciuta, con Decreto
del Ministero dell'Agricoltura e Foreste del 10 dicembre 1985, pubblicato
sulla G.U. del 7 gennaio 1986, quale "Riserva Naturale dello Stato". |
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Una gestione secondo "Regola"
"Ora et Labora", Cruce et aratro", queste sono le regole
fondamentali di vita che hanno, da sempre, ispirato e guidato il lavoro
dei Cistercensi all'Abbadia di Fiastra. Un lavoro che, in centinaia di
anni, ha realizzato un patrimonio inestimabile che ha impreziosito il
valore fondamentale di questo territorio.
Attualmente la Riserva che è gestita dalla Fondazione Giustiniani
Bandini (Ente Morale riconosciuto con D.P.R. del 6.7.1974) e con la collaborazione
di tutti gli Enti Locali interessati, ha come finalità fondamentali
quelle di conservare la natura e le sue risorse, di cui il territorio
dell'Abbadia risulta particolarmente ricco, favorire lo sviluppo dell'attività
agricola e salvaguardare l'antica Abbazia Cistercense, il palazzo principesco
e tutte le altre preziose testimonianze storico-architettoniche del passato.
È per tali motivi, ovvero per garantire che questi beni possano
essere tramandati, come tali, alle future generazioni e, nel contempo,
rispondere in modo adeguato alle esigenze di sviluppo socio-economico
degli abitanti della zona, che il territorio dell'Abbadia è stato
suddiviso in tre aree omogenee per caratteristiche, vocazioni, in cui
sono applicati criteri di gestione differenziati.
Nella prima zona o di Riserva Naturale Orientata, che comprende
la Selva, lo scopo prioritario è quello di guidare lo sviluppo
della natura al fine di raggiungere assetti il più vicino possibile
a quelli naturali originari dell'area. Nella seconda zona o
di Riserva Antropologica, che comprende l'Abbazia Cistercense, il
Palazzo Giustiniani Bandini, parte dei campi coltivati ed il fiume Fiastra
con la relativa fascia di vegetazione ripariale, si vuole invece valorizzare
il patrimonio storico-architettonico creato dall'uomo nel corso dei secoli,
e, nel contempo promuovere un'efficace azione per la salvaguardia della
natura e delle sue risorse. La terza zona o di Protezione, che
comprende la restante parte della proprietà della Fondazione Giustiniani
Bandini, è stata invece realizzata al fine di garantire un armonioso
rapporto fra le zone di riserva vera e propria ed il territorio circostante.
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