Riserva Statale Abbadia di Fiastra
  • Ente Gestore:
    Fondazione Giustiniani-Bandini
  • Sede: Abbadia di Fiastra, 62010 Urbisaglia (Mc)
  • Tel.: 0733 201049
  • Fax :0733 202838
  • Superficie: 1.801 ha
  • Provincia: Macerata
  • E-mail: riserva@abbadiafiastra.net
  • Istituzione: 1985
  • Altre informazioni: www.abbadiafiastra.net

Il territorio della riserva naturale presenta una tipica morfologia fluviale caratterizzata da fasce di fondovalle, lungo le quali si snodano i letti sinuosi dei fiumi Fiastra e Chienti. Interessante anche la flora e la fauna che comprende specie tipiche della fascia collinare della regione Marche oltre ad altre interessanti entità a distribuzione limitata o anche rare per l'Italia.

Il territorio
La Riserva Naturale Abbadia di Fiastra si estende per circa 1.800 ha nel territorio dei comuni di Tolentino e Urbisaglia nella fascia medio-collinare della provincia di Macerata fra i 130 ed i 306 m.
L'ambiente naturale è caratterizzato da tre zone aventi valenze naturalistiche crescenti:

  • il paesaggio agrario che rappresenta, in riferimento all'attuale qualità della vita urbana, un patrimonio di primaria importanza;
  • i corsi d'acqua (torrente Entogge e fiume Fiastra) con la loro caratteristica fauna e vegetazione ripariale, nonchè il lago "le Vene", piccolo bacino lacustre, di origine artificiale, che è stato oggetto di un interessante progetto di riqualificazione naturalistica;
  • La Selva, che è un bosco di oltre 100 ettari giunto quasi intatto fino ai giorni nostri, grazie alla cura che ne ebbero prima i monaci cistercensi e successivamente la famiglia Bandini ed infine la Regione Marche che lo ha dichiarato "Area Floristica Protetta".


La storia della Riserva
Il valore della Riserva è direttamente legato alla sua storia. Qui sorse, nel 1142, l'abbazia cistercense di S.Maria di Chiaravalle di Fiastra, uno degli insediamenti monastici più importanti dell'Italia centrale, che fu, per tre secoli, centro di ferventi attività economiche, sociali e culturali. Il saccheggio e le devastazioni subite dal monastero nel 1422 ad opera delle truppe di Braccio da Montone, signore di Perugia, segnarono l'inizio della decadenza del potere esercitato dai Cistercensi. Infatti, in seguito a questi eventi, l'amministrazione dell'Abbazia e dei suoi territori venne affidata "in commenda", dalla Santa Sede, a dei cardinali "Commendatari", quindi nel 1581 passò, per circa due secoli, alla Compagnia di Gesù, sino a che l'intera proprietà non fu ceduta alla nobile famiglia Giustiniani Bandini. Nel 1918 morì l'ultimo erede maschio della famiglia, Sigismondo, il quale lasciò tutte le proprietà ad una Fondazione intestata a suo nome.
La Riserva Naturale Abbadia di Fiastra istituita ufficialmente il 18 giugno 1984 con una convenzione stipulata fra la Regione Marche e la Fondazione Giustiniani Bandini, è stata successivamente riconosciuta, con Decreto del Ministero dell'Agricoltura e Foreste del 10 dicembre 1985, pubblicato sulla G.U. del 7 gennaio 1986, quale "Riserva Naturale dello Stato".

 

Una gestione secondo "Regola"
"Ora et Labora", Cruce et aratro", queste sono le regole fondamentali di vita che hanno, da sempre, ispirato e guidato il lavoro dei Cistercensi all'Abbadia di Fiastra. Un lavoro che, in centinaia di anni, ha realizzato un patrimonio inestimabile che ha impreziosito il valore fondamentale di questo territorio.
Attualmente la Riserva che è gestita dalla Fondazione Giustiniani Bandini (Ente Morale riconosciuto con D.P.R. del 6.7.1974) e con la collaborazione di tutti gli Enti Locali interessati, ha come finalità fondamentali quelle di conservare la natura e le sue risorse, di cui il territorio dell'Abbadia risulta particolarmente ricco, favorire lo sviluppo dell'attività agricola e salvaguardare l'antica Abbazia Cistercense, il palazzo principesco e tutte le altre preziose testimonianze storico-architettoniche del passato.
È per tali motivi, ovvero per garantire che questi beni possano essere tramandati, come tali, alle future generazioni e, nel contempo, rispondere in modo adeguato alle esigenze di sviluppo socio-economico degli abitanti della zona, che il territorio dell'Abbadia è stato suddiviso in tre aree omogenee per caratteristiche, vocazioni, in cui sono applicati criteri di gestione differenziati.
Nella prima zona o di Riserva Naturale Orientata, che comprende la Selva, lo scopo prioritario è quello di guidare lo sviluppo della natura al fine di raggiungere assetti il più vicino possibile a quelli naturali originari dell'area. Nella seconda zona o di Riserva Antropologica, che comprende l'Abbazia Cistercense, il Palazzo Giustiniani Bandini, parte dei campi coltivati ed il fiume Fiastra con la relativa fascia di vegetazione ripariale, si vuole invece valorizzare il patrimonio storico-architettonico creato dall'uomo nel corso dei secoli, e, nel contempo promuovere un'efficace azione per la salvaguardia della natura e delle sue risorse. La terza zona o di Protezione, che comprende la restante parte della proprietà della Fondazione Giustiniani Bandini, è stata invece realizzata al fine di garantire un armonioso rapporto fra le zone di riserva vera e propria ed il territorio circostante.

 

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