Il Parco Naturale del Monte San Bartolo
  • Gestore: Ente Parco Naturale del Monte San Batolo
  • Sede: Via Dante Alighieri n. 40 - 61100 Pesaro
  • Tel.: 0721/371075 - 371155
  • Fax: 0721/371154
  • E-mail: parcosanbartolo@provincia.ps.it
  • Superficie: 1600 HA CA.
  • Provincia: Pesaro
  • Comuni: Pesaro e Gabicce Mare
  • Operativo: 1997
Il Parco Naturale del Monte San Bartolo segna l'inizio del sistema collinare della costiera del centro Italia, immediatamente susseguente ai ben noti lidi turistici dell'Adriatico Settentrionale. Si affaccia, con una spettacolare falesia sul Mare Adriatico e raggiunge le sue massime quote sulle colline del San Bartolo (m. 201), Castellaro (m. 197) e nei nuclei abitati di Casteldimezzo (m. 195) e Fiorenzuola di Focara (m. 186).Punto di estrema importanza per la migrazione dell'avifauna e sito per lo svernamento di diverse specie di uccelli, dal punto di vista archeologico e storico, in rapporto alla sua piccola estensione, presenta una notevole ricchezza di elementi: dai ritrovamenti del neolitico nella zona di Monte Castellaro a quella archeologica di Colombarone sull'antica Via Flaminia, ai porti scomparsi di origine Greca di S. Marina e Vallugola, all'incantevole sistema delle ville e dei giardini rinascimentali.

La falesia e la spiaggia
Il Parco Naturale del San Bartolo emerge dalle basse spiagge romagnolo marchigiane come un susseguirsi ondulato di speroni e vallecole che degradano sul mare, qua e là intervallato da pareti a strapiombo sostenute da una stratificazione in giacitura orizzontale o a reggipoggio. L'alternarsi dei banchi arenacei, delle marne e delle argille, quando non sostenuto dalla giacitura, degrada più dolcemente verso il mare e si mescola con le antiche frane che costellano la falesia. La quota delle cime come Monte Castellaro o Monte Brisighella sfiora i m 200, ma permette un'ampia visione sulla costa e sul mare e le falesie strapiombanti del Parco costituiscono un paesaggio marino inusuale per le nostre coste sabbiose, inaspettato per il visitatore proveniente dalla costa romagnola o pesarese. La falesia che guarda a mare mostra aspetti geologici di grande interesse, con pesci fossili e rari cristalli di gesso in forma di lente o fibrosi come la sericolite. Alla base della falesia corre una sottile spiaggia di ghiaie e ciottoli risultante dalla demolizione e dal franamento delle pareti sovrastanti. Tra i sassi della riva spicca il giallo dorato dei cogoli, tondeggianti e dalle forme spesso curiose, risultato di una particolare litogenesi che aggregava chimicamente le sabbie in queste forme sferoidali. La spiaggia di ciottoli ospita particolari e rare biocenosi marine di ambiente litorale, mentre nel passato era usata come comoda cava di ghiaie e di pietre per pavimentazione che venivano direttamente caricate sulle barche. I documenti storici testimoniano che questa attività si è svolta per alcune centinaia di anni, con esportazioni di materiale verso Ravenna, Rimini e le altre città costiere e per esaurirsi solo a ridosso della seconda metà di questo secolo. I vecchi acciottolati della città di Pesaro e dei borghi del Parco erano infatti un tempo costituiti di queste pietre.


Flora Vegetazione e Fauna
Il Parco Naturale del San Bartolo presenta aspetti naturali molto suggestivi, tra questi la fioritura di ginestre odorose (Spartium junceum) che a maggio ammantano di giallo dorato le pendici dei colli che guardano il mare, la falesia con distese di cannuccia di Plinio (Arundo pliniana) che si stendono uniformi fino a riva, la costa ciottolosa che spesso forma una striscia sottile al di sotto di pareti a picco. A seguito del secolare utilizzo da parte dell'uomo la vegetazione si presenta soprattutto negli stadi iniziali e se pure nelle vallecole si stanno insediando formazioni boschive più evolute, alcuni piccoli boschi, interessanti anche per la presenza del cerro (Quercus cerris), sono presenti nel versante interno. Se pure non potendosi trattare di macchia mediterranea poiché il clima è ancora di tipo temperato, vi sono esempi di specie mediterranee quali l'alaterno (Rhamnus alatemus), la fillirea (Phyllirea media), la smilace (Smilax aspera). Il Parco è rilevante anche per la fauna: soprattutto in inverno, quando il disturbo delle attività ricreative e di pesca è più ridotto, ospita un gran numero di specie di uccelli marini. Si possono osservare numerosi gabbiani poco comuni come la gavina, il gabbiano corallino, il gabbiano tridattilo o lo zafferano, ma anche cormorani, lo smergo minore, lo svasso maggiore e lo svasso piccolo, la berta minore, la strolaga mezzana o l'edredone. In primavera particolarmente interessante è invece la migrazione quando il Parco, specialmente nell'area della falesia, è interessato da un notevole passo di rapaci: albanelle, falchi di palude, falchi pecchiaioli, poiane, lodolai e i rari falchi pescatori, ma anche aironi e cicogne, sia la bianca che la nera. Con un po' di attenzione e di pazienza è possibile anche osservare un fenomeno se non raro poco conosciuto, quello dell'arrivo delle farfalle migratrici come le belle Vanesse, dal mare, che giungono sulle nostre coste a primavera. La spiaggia ciottolosa, che rappresenta una tipologia praticamente unica lungo la costa adriatica, presenta una flora e una fauna molto particolare, con molluschi, crostacei, pesci e altri organismi tipici dei substrati rocciosi, tra questi i Chiton o le Haliotis.


Il paesaggio agrario

Nell'area del Parco Naturale del San Bartolo è compresa un'area in cui la natura si è sposata da tempo alla presenza dell'uomo. Questa, rispettosa dei valori ambientali, aggiunge ulteriore interesse alla visita del territorio del Parco. Il pendio che scendendo dalla cresta della falesia si allontana dal mare conserva un'agricoltura ricca di piante arboree. L'esposizione a solatio e al riparo dalla bora favorisce la crescita di ulivi, vite ed alberi da frutta conservando così l'aspetto del paesaggio agricolo tradizionale, con la molteplicità di case coloniche ed il reticolo di strade che le collega. Oggi solo una parte delle case contadine è abitata da coltivatori a tempo pieno ed alcune ospitano attività agrituristiche mentre le strade campestri costituiscono una rete capillare di percorsi verdi, spesso ombreggiati dalle grandi querce della campagna mezzadrile.


Storia ed arte
La storia remota ha lasciato tracce importanti del Parco dagli antichi porti scomparsi agli scavi archeologici di Colombarone che stanno mettendo in luce una villa tardo-romana, mentre nel mare ai piedi di Gabicce persiste il mito della scomparsa città di Valbruna. La collana degli antichi centri storici di altura, da Santa Marina a Gabicce Monte, domina dall'alto la falesia. Le viuzze interne dei castelli murati di forte impronta medioevale, nascondono piccole meraviglie come attorno alla piazzetta di Casteldimezzo o ai piedi del campanile di Fiorenzuola di Focara, con alla base la porta aperta sul vuoto del mare. Molti sono i luoghi della fede e della religiosità popolare: dai piccoli cimiteri campestri, pieni di suggestione, al convento di clausura delle Suore Servite, dal convento Girolamino del S. Bartolo (che dà il nome all'intero colle) al Santuario di Casteldimezzo. Le bellezze artistiche di questi luoghi (dal Crocifisso di Jacobello del Fiore alle tele del Viviani) preludono alle grandi ville nobiliari della fascia vicina a Pesaro che dalla quattro-cinqucentesca Villa Imperiale, con i suoi giardini nascosti e le sue sale affrescate, scendono alla settecentesca Villa Caprile, con i suoi famosi giochi d'acqua ed alla adiacente Villa Vittoria del primo ottocento.
 

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