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per difendere il mare
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17/06/2003
Marco Moruzzi e Daniela Guerra, rispettivamente Capo Gruppo Verdi in Consiglio Regionale delle Marche e Capo Gruppo Verdi Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna hanno partecipato nei giorni scorsi a Bruxelles alla manifestazione internazionale contro il petrolio in mare e le “carrette del mare” La manifestazione internazionale sul tema delle carrette del mare e del petrolio in mare convocata dall’associazione Nunca Màis – Mai Più - cui hanno partecipato associazioni e cittadini di 12 Paesi europei , ha dato vita per la prima volta a “l’alleanza europea dei popoli delle regioni costiere”. L’alleanza nasce per risvegliare i governi nazionali ed europei dal torpore che è seguito al grande clamore suscitato dopo il disastro della petroliera Prestige. Un momento storico
che vede le genti delle zone costiere stringere un accordo internazionale,
dar vita alla “Piattaforma comune europea per il mare”,
intesa come patto di solidarietà a tutela del mare, su iniziativa
dei comitati Nunca Mais della Galizia (Spagna) con l'appoggio
dei Verdi delle regioni costiere Emilia Romagna, Marche e Basilicata,
dei comitati cittadini come quelli di Falconara (Ancona) e Ravenna e i
venti comitati popolari della Bretagna (Francia). Non è un caso che quest’iniziativa ha visto la partecipazione dei Verdi delle regioni dell’Adriatico che da anni denunciano che incidenti anche più piccoli di quello del Prestige possono causare in Italia disastri di dimensioni incalcolabili.
Nel Nord dell’Adriatico
c’è il porto petrolifero più grande del Mediterraneo
con 40 miliardi di idrocarburi in transito ogni anno. I più grossi
complessi petrolchimici sono situati a Trieste, Venezia (Porto Marghera),
Porto Tolle (Rovigo), Ravenna e Falconara (Ancona). Dopo il disastro provocato dall’affondamento della petroliera Prestige di fronte alle coste della Galizia in Spagna, che ha causato la contaminazione di oltre 2.000 chilometri di costa in Spagna e in Francia, è nato il movimento popolare di protesta Nunca Màis. L’organizzazione spagnola a cui aderiscono ambientalisti, sindacati , associazioni di pescatori e di imprenditori, rappresentanti politici, ha lanciato un appello a tutte le genti delle zone costiere perché si mobilitino in difesa del mare e dell’economia che deriva proprio dal mare, perché non si dimentichi che il disastro è tutt’altro che risolto, perché l’Unione Europea e gli Stati adottino provvedimenti che prevengano gli incidenti alle navi che trasportano carichi pericolosi come il petrolio. La contaminazione
sulle coste spagnole, a sei mesi di distanza dal naufragio è ancora
in atto, benché le autorità nazionali e regionali spagnole
minimizzino e proclamino che è tornata la normalità. I Verdi hanno dichiarato la loro totale insoddisfazione in merito ai provvedimenti nazionali e internazionali fin qui presi per garantire la sicurezza nei trasporti di materiali pericolosi, in quanto si permette ancora che nei nostri mari possano navigare vere e proprie carrette senza il doppio scafo per il trasporto di prodotti altamente inquinanti, grazie ad una regola internazionale che favorisce bandiere di convenienza, armatori fantasma e che deresponsabilizza i proprietari del carico dai danni ambientali provocati dagli incidenti. E in ogni caso le sole limitazioni alle navi a scafo singolo non sono sufficienti perché le con le normali operazioni di trasporto, carico e scarico vengono riversati il triplo degli idrocarburi che ogni anno contaminano l’ambiente a seguito degli incidenti navali. “L’Adriatico è un mare ad alto rischio, la proposta di riforma delle norme per la sicurezza del trasporto marittimo redatta dalla Commissione Politiche regionali, trasporti e turismo del Parlamento Europeo presentata alla delegazione della “ Piattaforma Nunca Màis”, in un incontro durante la manifestazione di Bruxelles, è del tutto insufficiente - ha dichiarato Marco Moruzzi- e ancora insufficiente ed inadeguata a garantire la sicurezza delle coste del Mediterraneo e in particolare dell’Adriatico un mare stretto e poco profondo dove le petroliere transitano verso i maggiori porti petrolchimici del Mediterraneo e non esistono le distanze di transito dalla costa proposte dalle Commissione”. "Decine di navi con sostanze pericolose attraccano ogni giorno nei nostri porti- ha detto Daniela Guerra- e nel prossimo futuro potrebbero aumentare se non si riuscirà a bloccare il progetto di Enel approvato dalla Regione Veneto di riconversione della centrale di Porto Tolle, nel Parco del Delta, ad orimulsion. Questo è un prodotto bituminoso ed altamente inquinante se disperso nell'ambiente di cui arriveranno 5 milioni di tonnellate ogni anno via mare nel porto di Ravenna dal Venezuela. Il 'vantaggio' dell'orimulsion è il basso costo e non è difficile pensare che anche sul trasporto si potrà risparmiare affidandolo a queste estremamente pericolose carrette che non si vogliono mettere fuori legge". Tra le adesioni alla manifestazione ha cui hanno partecipato circa 10.000 persone, quelle del musicista Manu Chao, che ha concluso la manifestazione con un suo concerto, dopo aver marciato e suonato con il suo gruppo musicale a fianco dei Verdi italiani. Marco Moruzzi
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