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giugno 2003
Galizia, autentica
finestra d'Europa, è la costa del mondo più colpita dalle
maree nere.
I suoi abitanti sopportano la minaccia del traffico costante di petroliere
obsolete che navigano ai margini dei controlli e delle ispezioni. Allo
stesso tempo soffriamo la mancata difesa dell'amministrazione spagnola
che, nonostante i gravi incidenti, mai è giunta a preparare un
vero piano di salvataggio.
Dopo le terribili esperienze del POLYCOMMANDER, del URQUIOLA, del CASON,
del MAR EGEO….è arrivato il PRESTIGE a mettere in scena letteralmente
"la morte del mare". Una sola nave è stata capace di
sporcare le coste dal Portogallo alla Francia e di accanirsi con la sua
forza distruttiva contro una delle ultime spiagge vergini dell'Occidente:
la costa della morte.
Davanti a questa ecatombe annunciata la società gallega ha detto
Nunca Mais! Mai più! E si è mobilitato in modo straordinario.

Alcuni mesi dopo questo problema continua a non avere una soluzione. La
nave continua ad essere sott'acqua scaricando il suo liquido micidiale.
Le coste, e soprattutto i fondali della piattaforma continentale continuano
ad essere inquinati. Nessun rappresentante dell'amministrazione si è
assunto la responsabilità della tragedia. E' fondamentale dunque,
che a Bruxelles si senta il grido degli abitanti della fine del mondo:
Nunca Mais (Mai più)
In molti angoli dell'Europa esiste la stessa minaccia. Nella nostra mobilitazione
abbiamo ricevuto l'appoggio e la solidarietà di abitanti di altri
posti colpiti anch'essi dalle maree nere. Dalla Piattaforma dell'Erika
in Bretagna fino ai cittadini di Ancona in Italia.

Sappiamo che l'unico antidoto contro il potere del petrolio è nelle
stesse persone.
Nell'unione degli abitanti di tutte le coste dell'Europa che fino ad oggi,
hanno sofferto da sole le disgrazie della contaminazione da idrocarburi
da idrocarburi.
La lotta contro l'inquinamento non finisce con la pulizia di alcune rocce
o dei fondali marini. L'ecatombe del PRESTGE segna la sconfitta definitiva
di un sistema nel quale il petrolio è più importante della
persona stessa, dei popoli e degli stati.
Tocca a noi, i galleghi e le galleghe, come grandi protagonisti nella
tragedia, mettere sul tappeto la questione e trasformarci anche in ambasciatori
ed ambasciatrici della dignità dell'oceano.
Per questo motivo, da questa postazione, lanciamo questo grido d'allarme.
Vogliamo che il nostro messaggio arrivi in tutti gli angoli.
Vogliamo spingere una marea. Vogliamo che ogni individuo, ogni cultura
diventi una goccia di vita. E vogliamo che il 14 giugno, Bruxelles sia
immersa di persone per costruire il grande oceano della dignità.
Questa è l'alleanza del mare e qui stiano noi genti della costa
per inventare il futuro:
Nunca Mais! (Mai Più)
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