La Regione Marche apre le porte al software libero.


Considerata
la sempre maggiore importanza rivestita dalle tecnologie informatiche per il buon funzionamento delle pubblica amministrazione e la sempre crescente spesa pubblica necessaria per sostenere la realizzazione e gestione delle reti informatiche.
Considerato
che i continui aggiornamenti dei pacchetti di software, che all’atto pratico molto spesso si differenziano dalle precedenti versioni per poche marginali funzioni, si rendono necessari al funzionamento di sistemi informatici complessi ed in continua crescita a causa della facoltà del produttore di introdurre l’incompatibilità tra le successive versioni di uno stesso prodotto.
Visto
che per il sistema operativo e per le cosiddette applicazioni software da ufficio una sola azienda americana opera in regime di quasi monopolio ed ogni anno drena dai bilanci della Regione marche ingenti somme per il pagamento di licenze d’uso, con costi che si avvicinano a quelli dell’hardware.
Considerato
che esistono soluzioni alternative che permettono di limitare questo flusso di denaro verso quello che in pochi anni, grazie alla rendita dovuta alla brevettazione del software, è diventato il piu’ grande impero finanziario mondiale.

Il Consiglio regionale delle Marche

Ritiene necessario favorire il pluralismo informatico e l’eliminazione di ogni barriera dovuta a diversità di standard informatico.
Sottolinea la necessità di favorire la piu’ ampia ricaduta della spesa informatica della regione sulle aziende di produzione ed assistenza software marchigiane, che sono discriminate nelle possibilità di sviluppo dalle sopra citate condizioni di monopolio dei mercati.

Impegna la Giunta Regionale

Ad implementare i prodotti “open source” nei pc degli uffici della Regione Marche.
A procedere ad iniziative di formazione del personale regionale allo scopo di facilitarne l’utilizzazione.
A ridurre le spese per licenze d’uso software già dall’anno 2005, proponendo fin dal prossimo assestamento di bilancio una proposta di ricollocazione delle risorse risparmiate.
A prevedere capitolati di appalto che non preludano l’uso di software libero, ma la contrario di incentivarne l’acquisizione con lo scopo di risparmiare preziose risorse finanziarie.

 

Marco Moruzzi


Ancona, 21 dicembre 2004-12-22



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